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Fante tra padre e figlio

il Centro
Cultura & Società
27 marzo 1998

Fazi pubblica il romanzo più autobiografico dello scrittore di origine abruzzese
di Paolo Di Vincenzo

Arriva in libreria "Full of life" dolce racconto di una nascita di "Figli - bah", borbottò. "Odiano il loro padre...". "Si vergognano della propria carne e del proprio sangue...". "Meglio morire. Ti seppelliscono. Ti dimenticano...". E' uno dei momenti più significativi e più intensi del libro di John Fante, "Full of life" che finalmente viene pubblicato in italiano, dalla Fazi editore (pagine 155, lire 25 mila).

John Fante era figlio di emigranti abruzzesi, di Torricella Peligna (Torcelli, come viene storpiato il nome nello slang italoamericano) e il paese dei genitori viene spesso nominato nei suoi libri, e anche in questo, ovviamente. "Full of life" è, come sottolinea la casa editrice (che con Marcos y Marcos si divide i titoli dello scrittore italoamericano), il romanzo più autobiografico e comico scritto da Fante e anche quello che ha riscosso il maggior successo in America. Il rapporto con il padre è fondamentale perché Fante nel confronto col suo vecchio, un odioso muratore che ne combina di tutti i colori al povero figlio ma che riesce con grande abilità a farsi amare da tutti gli altri che incontra, rispecchia il rapporto con suo figlio, che sta per nascere.

Il racconto, infatti, non è altro che la storia della nascita del figlio di John Fante. In poche pagine lo scrittore, non a caso osannato dagli addetti ai lavori, da Charles Bukowsky a Pier Vittorio Tondelli a Sandro Veronesi, riesce a pennellare il carattere degli abruzzesi, testardi e irascibili, pronti al sacrificio per un obiettivo che ritengono fondamentale nella propria vita ma capaci di grandi slanci di generosità. Fante racconta della moglie incinta, Joyce, e del problema delle termiti nella loro casa di Los Angeles. Per riparare il pavimento, roso dagli animaletti, pensa di poter ricorrere all'anziano padre, "il più grande muratore di tutta la California". La gioia della intuizione si scontra con l'ammonizione della moglie: "Promettimi una cosa". "Certo". "Che non tratterai mai nostro figlio come tuo padre ha trattato te". Ma poi proprio la moglie diventa l'alleato più stretto del vecchio padre, soprattutto quando vorrà riconvertire Fante alla religione cattolica.

Insomma, un gioco di alleanze, di amore, di piccoli rancori, di gioie per il bambino che deve ancora arrivare, di capricci della primipara, di testardaggine del padre-futuro nonno, di tradizioni abruzzesi, di vino rosso e di aglio (messo nelle tasche del vestito del futuro papà, a sua insaputa, per auspicare l'arrivo di un figlio maschio), di Los Angeles e di Torricella Peligna. Dal libro, negli anni Cinquanta, venne tratto un film, sembra non altrettanto valido.

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