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La genesi di "Full of life"

il Centro
Cultura & Società
16 Novembre 1999

La moglie svela qualche retroscena poco felice
Un successo con libro e film
di Paolo Di Vincenzo

Una delle cose più interessanti del libro delle "Lettere" di John Fante, sono senza dubbio i commenti di Joyce, la moglie, che gli fu vicino dal 1937 alla morte, avvenuta nel 1983. Ecco, per esempio, cosa scrive a proposito di "Full of life", il romanzo che a Fante diede maggiori soddisfazioni, anche e soprattutto economiche (tradotto nel 1957 da Mondadori e nel 1988 da Fazi editore).

"...Dopo un lungo periodo di relativa serenità durante il quale avevamo denaro a sufficienza, anche se non moltissimo", scrive Joyce Fante, "mentre Fante giocava a golf tutti i giorni trascurando il suo lavoro, io mi occupavo dei bambini, all'inizio del 1950 Fante rimase atterrito alla notizia che ero di nuovo incinta. Il nostro terzo figlio era ancora piccolissimo, e ora ce n'era un altro in arrivo. Lui era devastato. Mi aggredì per settimane, gridando oscenità (...) Non fu presente alla nascita di James. In seguito rimase freddo e indifferente a casa, ignorando sia me che il bambino. Entrambi rimanemmo feriti da questo periodo, per tutto il resto della vita matrimoniale, anche se non vi facemmo mai più allusione.

Incredibilmente, il quarto figlio portò invece con sé un cambiamento in meglio nelle nostre vite. (...) Sebbene negli anni Cinquanta guadagnò quello che per gli standard odierni equivarrebbe a un milione di dollari (circa due miliardi di lire), Fante non emerse da quegli anni con denaro sufficiente per finanziare la scrittura di un altro romanzo. Ironicamente "Full of life" descrive un'atmosfera domestica solare con un giovane marito amoroso e una moglie che aspetta il primo figlio, l'opposto di quello che era realmente accaduto nella nostra famiglia".

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