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Un "Don Giovanni" per John Fante

il Centro
Cultura & Società
8 marzo 2000

La commedia del figlio presto in USA in attesa di una traduzione italiana
di Paolo Di Vincenzo

Dan Fante, figlio dello scrittore John, ha da poco ultimato una commedia sul padre, dal titolo "Don Giovanni". Il Centro ha avuto modo di leggerla in esclusiva italiana e Dan Fante, che a settembre è venuto in Abruzzo, ha gentilmente risposto alle domande inviate via e-mail.

"Don Giovanni" sembrerebbe quasi un prologo al libro di Dan, "Chump change" (in italiano "Angeli a pezzi", Marcos y Marcos). In questo, Fante junior racconta, nello stile di famiglia (cioè con una fortissima componente autobiografica) i giorni precedenti la morte del padre. Nella commedia si racconta un altro momento triste. Nella ormai celebre villa a Y (teatro di "My dog stupid", inserito nel libro "A ovest di Roma", Fazi) dove i Fante hanno abitato per anni e dove vive ancora Joyce - la moglie di John - si ritrovano i due figli dello sceneggiatore che ha avuto la bruttissima notizia di dover sottoporsi all'amputazione di una gamba per il diabete (Fante, negli ultimi anni di vita, dovette subire l'amputazione e diventò cieco. Morì nel 1983 a 74 anni).

La commedia "Don Giovanni" è un durissimo ritratto della famiglia, con scontri violenti tra il padre e i due figli, e questi tra loro, con passaggi anche molto crudi (pure per il linguaggio). E' in larga parte autobiografica. Dan Fante la metterà in scena nei prossimi mesi a Los Angeles e sarebbe molto contento di poterla rappresentare anche in Abruzzo (ma la pièce è ancora da tradurre in italiano), la terra da dove partì (da Torricella Peligna) il nonno alla volta del Colorado.

D: Il suo recente viaggio a Torricella ha dato qualche ispirazione alla commedia, e in generale a cosa si è ispirato per "Don Giovanni"?
R: L'ispirazione a scrivere Don Giovanni è stata la tanta cattiva informazione (o disinformazione), detta e scritta, su mio padre. Ho voluto descrivere il tipo di uomo che era. La sua dignità. La sua passione. I suoi sbagli. E ho voluto dire la verità sul rapporto fra padri e figli.

D: Il titolo è un riferimento a suo padre o, in qualche modo, è relativo anche al mito di Don Giovanni?
R: Nasce dal nome di mio padre, John. Nella rappresentazione, suo figlio Dick si rivolge a lui in maniera burlesca con il nome Don Giovanni, tentando di irritarlo. Inoltre, mi piace il titolo. E' ingannevole. Ed evoca la cultura italo-americana della mia famiglia.

D: Quanto la commedia deve al romanzo "Il mio cane stupido" (pubblicato nel libro "A ovest di Roma") di suo padre John e quanto al suo "Angeli a pezzi"?
R: No, la commedia non si ricollega a niente. E' un'opera sulla relazione tra un padre e i suoi due figli. Sull'onestà e sulla determinazione. Non è stata scritta per creare una "nuvola rosa" sulla vita della mia famiglia. E' stata scritta per dire la verità sui conflitti che nascono tra le persone, sui loro sbagli e sulle loro passioni.

D: Il ritratto della famiglia che lei descrive, con le violente risse verbali, con i rapporti agro-dolci, è tipico di una famiglia italo-americana o è, in generale, un ritratto di una famiglia americana odierna?
R: Il ritratto di famiglia che viene fuori in "Don Giovanni" è quello di uno sceneggiatore italo-americano che sta invecchiando, ma che cerca, alla sua maniera, di "risolvere" la relazione con i suoi due figli. E' un'opera di speranza. Inoltre, penso che sia unica per la gente che vi è coinvolta, ma l'America, con i suoi valori e la sua cultura materialistica, sicuramente gioca un ruolo determinante nei conflitti che sorgono tra i personaggi.

D: Dopo aver letto "Angeli a pezzi", sembrerebbe che questa commedia sia cronologicamente anteriore dal libro, è così?
R: No, ho scritto "Don Giovanni" dopo "Chump Change" (titolo originale del romanzo "Angeli a Pezzi" , ndr).

D: John Fante ha scritto pagine bellissime ma, come si può capire dalle sue lettere e anche dal suo romanzo, e come lei stesso ha spiegato a Il Centro nell'intervista rilasciata a settembre 1999, non doveva essere una persona molto facile.
R: Mio padre veniva da una famiglia povera. Egli lavorò e soffrì da ragazzo. Da adulto divenne uno scrittore brillante. Aveva sempre tutto sotto controllo. Il comando era sempre suo. Ha amato i suoi figli e sua moglie, ma li ha amati in un modo tutto suo. E' stato un uomo contraddittorio, complicato, sempre arrabbiato ma stupendo. Se nell'opera apparisse più gentile verso gli altri personaggi, sarebbe una errata rappresentazione di quello che in realtà era John Fante.

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