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Filippini e cattolici visti da Fanteil Centro
Cultura & Società 14 giugno 2000
Marcos pubblica "Troppo in gamba, quel ragazzo" e "I piccoli fratelli"
Versione originale con testo a fronte di Paolo Di Vincenzo
La fortuna di Fante in Italia comincia ad essere consistente. Un riconoscimento postumo (John Fante è morto nel 1983 a 74 anni) che il Paese d'origine del padre (Nick era nato a Torricella Peligna, in provincia di Chieti) finalmente tributa a questo scrittore italoamericano che ha disseminato riferimenti all'Abruzzo in quasi tutta la sua opera. L'editore Marcos y Marcos (che con Fazi si divide i titoli in italiano di Fante) ha mandato da poco in libreria due piccoli volumi: "Troppo in gamba, quel ragazzo" (pagine 126, lire 14 mila) e "I piccoli fratelli" (pagine 192, lire 15 mila). La traduzione è curata da Francesco Durante, un fantiano doc autore anche di altre traduzioni, e i librini sono arricchiti da alcune note di Stephen Cooper, studioso di John Fante di cui Marcos pubblicherà anche l'ampia biografia già uscita negli States. Forse anche per l'eseguità del materiale Marcos y Marcos ha voluto fare un lavoro pregevole inserendo il testo originale a fronte.
Per chi conosce l'opera di Fante i due librini saranno un piacevole deja vu, infatti in "Troppo in gamba, quel ragazzo" si ritrovano gli elementi caratteristici dell'infanzia e della giovinezza, trattati in altri libri. "L'animoso io narrante di "Una persona mostruosamente intelligente" anticipa l'Arturo Bandini di "La strada per Los Angeles", che Fante terminò di scrivere nel 1936", scrive Cooper nella nota editoriale riferendosi al secondo racconto del libro. Anche "I piccoli fratelli", che è tutto dedicato agli immigrati filippini, ripercorre strade già tracciate da Fante che ha infilato struggenti ritratti di questa comunità in altri suoi lavori. Nell'ultimo racconto, inoltre, il personaggio filippino abita nel quartiere di Bunker Hill, (guarda caso scenario anche di "Sogni di Bunker Hill", uno dei più interessanti volumi firmati da Fante). Insomma, chi conosce Fante si ritrova a casa propria: lo scrittore narra, con la sua leggera ma incisiva penna, le enormi difficoltà nella vita degli immigrati (italiani o, appunto, filippini) negli Stati Uniti nella prima metà del secolo; il sogno di ricchezza e benessere, regolarmente realizzato solo dagli "altri"; l'educazione cattolica, nelle scuole rette dai religiosi, dei giovani "dago". Chi ancora non ha letto Fante può trovare in questi due volumi un ottimo inizio, una sorta di lettura propedeutica alla produzione dello scrittore di cui oggi, in Italia, è stato ormai pubblicato tutto. In aggiunta, e non guasta di certo, c'è anche la possibilità di leggere il testo nella versione originale. |
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