john-fante.com » dan fante » recensioni » 25 ottobre 2001

Il figlio Dan da mercoledì a Pescara

il Centro
Cultura & Società
25 ottobre 2001

Fino a domenica a Londra promuove i suoi volumi, in Italia un ciclo di conferenze
di Paolo Di Vincenzo
Traduzione Anna Battista

Dan Fante è in questi giorni a Londra, per presentare, al pubblico e alla stampa, i suoi ultimi due lavori (non ancora tradotti in italiano): il romanzo "Spitting off tall buildings" e la raccolta di poesie "A gin pissing raw meat dual carburator V8 son of a bitch from Los Angeles". Dan Fante, al telefono dal suo albergo londinese, appena sbarcato dall'aereo da Los Angeles, ha gentilmente risposto alle domande del Centro.

Non si può non partire dalla strage dell'11 settembre e da quanto sta accadendo negli Usa. Come cambia il modo di scrivere per un autore americano?
"Credo che ci sarà un cambiamento da parte degli scrittori che non saranno, d'ora in poi, molto propensi a scrivere opere umoristiche, ma quello che cambierà di più, credo, sarà il mercato editoriale. Penso che saranno pubblicati libri più seri, perché il mercato editoriale si fonda sul fattore economico e oggi il pubblico, i lettori, forse recepiscono meglio questo tipo di produzione".

Come vive lei, come americano e come cittadino di Los Angeles - una delle città più a rischio dopo gli attentati a New York e Washington - questo particolare momento, con la diffusione del terrorismo batteriologico?
"Ci sarà sempre meno libertà personale. In questo momento, gli americani sono più controllati, ci sono e ci saranno meno diritti personali. Però i media statunitensi non fanno altro che ripetere notizie, ribattendo su determinati punti, spaventando gli americani. Questo non fa altro che continuare ad aumentare la nostra paura. Ma io non ho paura. Quando ho detto ai miei amici a Los Angeles che dovevo partire, loro sono rimasti sorpresi: "Davvero vuoi partire per andare in Europa, non hai paura di prendere l'aereo, adesso?" Ecco quello che fanno, continuano a spaventare gli americani".

Mister Fante permette un breve riferimento alla biografia di Cooper su suo padre? L'autore racconta che lei al suo battesimo (avvenuto quando aveva 4 anni) si fece convincere a entrare in chiesa solo con le sue pistole...
"Sì, è vero, sono un cow boy! Me lo ricordo perché quando ero piccolo giocavo sempre ai cow boy e giocavo sempre da solo. Facevo il buono e il cattivo contemporaneamente e mi sparavo da solo. Ero meglio di John Wayne (ride)".

Lei in questi giorni è a Londra, poi verrà in Italia. Vuole illustrare i suoi prossimi impegni?
"A Londra sto presentando i miei libri usciti in Gran Bretagna, e poi ho incontri con la stampa. Domenica sera arrivo a Torino dove farò delle conferenze alla scuola Holden e all'università. Parlerò di scrittura creativa. Dal 31 sarò a Pescara dove terrò una conferenza all'università (facoltà di Lingue) e poi andrò per due giorni a Torricella Peligna".

Con quale spirito torna in Abruzzo?
"Per me è sempre bellissimo, è come tornare a casa perché l'Abruzzo rappresenta la mia famiglia".

homepage