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Bandini e l'amore non corrisposto per Camillail Centro
Cultura & Società 2 marzo 2006
Lo scontro tra latini poveri in America sullo sfondo di "Chiedi alla polvere"
di Paolo Di Vincenzo "Camilla Lopez se n'è andata, il deserto l'ha inghiottita. Può essere che qualcuno l'abbia tirata su e l'abbia portata in Messico. Può darsi che sia tornata a Los Angeles e sia morta in una stanza polverosa. Quello che so io è che è sparita, che il cane è sparito, e nulla ne è rimasto a parte la sua storia che vi voglio raccontare". John Fante concludeva così il suo prologo ad "Ask the dust" (Chiedi alla polvere - inserito nella raccolta "La grande fame", curata da Steve Cooper e tradotto in Italia per Marcos y Marcos da Francesco Durante), il suo libro più amato e che ora, finalmente, dopo anni tormentati (come la vita dell'autore, d'altronde), arriva a essere trasposto in un film grazie allo sceneggiatore e regista Robert Towne (si veda il pezzo qui sopra scritto dal figlio di John, Dan Fante, in esclusiva per il Centro).
John Fante è un grande scrittore americano, figlio di un muratore di Torricella Peligna, Nicola (Nick) che lasciò l'Abruzzo nel 1901. John Fante nacque nel 1909 a Denver (Colorado) ma i racconti del padre della propria terra natale influenzarono la sua scrittura tanto che in quasi tutti i libri (ma non in "Ask the dust") ci sono riferimenti all'Abruzzo o a Torcelli (come spesso storpiava il nome del paesino dell'entroterra teatino). I suoi libri sono tutti editi in Italia, dopo Fazi e Marcos y Marcos (gli editori che li hanno ripubblicati dopo la sua morte, avvenuta nel 1983 quando l'autore aveva 74 anni) Einaudi sta provvedendo a una nuova ondata di ristampe nella collana Stile Libero. "Ask the dust" è un libro un po' folle, con grandi affondi autobiografici, come gran parte della produzione di Fante senior. Il racconto è duro, è uno scontro tra poveri, tra immigrati latini, tra un aspirante scrittore italoamericano, Arturo Bandini, e una meravigliosa cameriera messicana, Camilla Lopez. Bandini ha alterne fortune, ha appena scritto un racconto pubblicato su una rivista, "Il cagnolino rise", e pensa già al Nobel per la Letteratura. Camilla, invece, la incontra per caso in un bar, il Columbia Buffet. E' una cameriera di un posto quasi malfamato e indossa un paio di huarachas (scarpe tipiche messicane, senza tacco e formate da lacci di cuoio). Lei, "una regina Maja", non lo calcola perché in realtà è innamorata del barista, Sammy, anche lui aspirante scrittore che - a sua volta - respinge l'amore della bella collega. Ma Sammy è americano. Bandini si vendica dell'indifferenza di Camilla prendendola in giro, ferocemente, per quelle scarpe. Una guerra tra poveri nell'America degli anni Trenta, appena uscita dalla profonda depressione del '29. Bandini arriva anche a fare un bagno di notte con la sua regina messicana ma poi non riesce a concludere, provocando ancora di più l'indifferenza della sua amata. La sfortuna di Bandini è un po' la sfortuna di Fante. La grandezza dello scrittore è oggi, finalmente, riconosciuta in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, in Francia (la nazione da dove è partita la ri-scoperta dell'autore), in Italia. Ma arriva a oltre vent'anni dalla morte. Fante per tutta la vita, dopo un esordio più che dignitoso con "Aspetta primavera, Bandini" (1938), "Chiedi alla polvere" (1939), con "Dago Red" (1940) che Time definì "forse la migliore raccolta dell'anno", praticamente ripone la penna e consegna il suo cervello alle major americane. Venne profumatamente pagato per scrivere sceneggiature che non videro quasi mai la luce. Ma il demone del romanzo non lo abbandonò mai, fino alla fine, fino a quando dettò, cieco e con le due gambe amputate (per un diabete diagnosticato nel 1959 e mai curato seriamente) "Sogni di Bunker Hill". Ma l'apprezzamento delle comunità letterarie ritorna, per la stessa sfortuna che accompagna Bandini, dopo la morte. Dopo il 1983. Ora, finalmente, il film che si spera possa ridare un nuovo slancio alla letteratura fantiana e ai suoi capolavori. Anche il secondo figlio di John Fante, Dan, è uno scrittore. Tra i tanti giudizi positivi è il caso di citare John Fowles (autore del libro "La donna del tenente francese"): "I Fante, padre e figlio, sono stati una grande nuova scoperta per me in questi ultimi anni". Dan ha scritto bellissimi lavori. Il primo, "Chump change" (Angeli a pezzi, edito in Italia da Marcos y Marcos) è, come nella tradizione di famiglia, molto autobiografico. Si parla del figlio di un noto scrittore che lo assiste sul letto di morte. "Mooch" (Agganci, Marcos) è il seguito mentre "Spitting off tall buildings" è il terzo della serie con protagonista Bruno Dante ma non è stato ancora edito in Italia. Così come l'ultimo lavoro, "Corksucker". |
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