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Salma Hayek, Camilla perfetta

il Centro
Cultura & Società
2 marzo 2006

"La moglie di Fante gelosa di me"
"La vedova mi odiò perché ricordavo troppo l'amore del marito"
"Ho letto il romanzo solo dopo la chiusura delle riprese"
di Paolo Di Vincenzo

Una splendida principessa Maya. Così John Fante disegna Camilla Lopez nel suo romanzo più conosciuto e amato, "Ask the dust - Chiedi alla polvere", e così è Salma Hayek, l'attrice di origini messicane che interpreta Camilla, al fianco di Colin Farrell nei panni di Arturo Bandini, nel film di Robert Towne da domani nelle sale italiane.

Salma Hayek, bruna, una venere mignon, in un magnifico abito rosa scollato, era ieri a Roma, alla Casa del cinema di Villa Borghese per incontrare i giornalisti dopo la proiezione, in anteprima, del film. Il libro e il film raccontano dell'amore dell'aspirante scrittore Arturo Bandini (alter ego di John Fante e protagonista di altri tre romanzi: "Aspetta primavera, Bandini", "La strada per Los Angeles" e, forse il migliore di tutti, "Sogni di Bunker Hill", dettato dallo scrittore alla moglie Joyce Smart quando ormai era diventato cieco e aveva dovuto subire l'amputazione delle gambe per il diabete) per la cameriera messicana Camilla Lopez.

"Colin Farrell è molto somigliante a John Fante da giovane", ha spiegato ieri l'attrice, "tanto che quando abbiamo incontrato la famiglia Fante per parlar loro del film, la moglie (John è morto nel 1983 all'età di 74 anni, la moglie Joyce è morta nel giugno 2005 a 91 anni, ndr) era affascinata, lo guardava, lo accarezzava e Colin che è un gran seduttore, cominciò a flirtare con l'anziana signora. Ma quando io ho cercato di avvicinarmi, di salutarla, di parlarle lei mi ha respinto. Mi ha guardato e mi ha detto "Ti odio!". Io non capivo e sono rimasta per tutto il tempo seduta in disparte senza che lei mi rivolgesse mai la parola. Poi la figlia, Vickie, mi ha spiegato: Mia mamma ha dovuto vivere per tutta la vita con il fantasma di questa messicana che era il vero amore di mio padre. Per questo non vuol parlarti, perché tu incarni quel fantasma".

"Non conoscevo il lavoro di John Fante", ha risposto al Centro l'attrice, "e quindi non posso dire se amo uno in particolare dei romanzi sulla saga Bandini. Mi avevano proposto la sceneggiatura già otto anni fa. Ma avevo rifiutato. Poi rileggendola più volte mi sono convinta. Quando finalmente siamo arrivati al dunque e ho incontrato Colin Farrell ho trovato che lui aveva letto "Ask the dust" migliaia di volte. Così volevo cominciare anch'io a leggere questo romanzo da cui era tratto il film. Ma Robert Towne mi ha detto di non leggerlo: "Ho lavorato molto sul rapporto tra voi due, sulla relazione tra di voi", mi ha detto il regista, "non farti influenzare dal libro". E così abbiamo lavorato a lungo, è stato il film che mi ha impegnato per più tempo in assoluto, finora. E' stata una gestazione lunghissima ma molto tempo l'abbiamo impiegato per stare insieme io e Colin e rendere forte il nostro legame.

L'esperienza è stata bellissima perché di solito ti dicono cosa devi interpretare, quali sentimenti suscitare. Come attore sei, insomma, telecomandato. In questo caso non è avvenuto. Quando la lavorazione è finita io ero triste, piangevo, mi mancava molto Camilla, mi mancava Arturo-Colin, mi mancava "Ask the dust", mi mancava il set. Quando ci siamo salutati Colin Farrell mi ha regalato la prima edizione del libro e sull'aereo, per la prima volta, ho cominciato a leggerlo e mi sono molto arrabbiata con John Fante, perché secondo me il personaggio era molto diverso da come l'avevo interpretato io. Quindi penso che dovrà passare ancora un po' di tempo prima di riavvicinarmi di nuovo a Fante, ma sicuramente lo farò".

Alla conferenza stampa di ieri erano presenti Guglielmo Marchetti, amministratore delegato della Moviemax, la casa che distribuisce il film in Italia, Emanuele Trevi, che sta curando la pubblicazione dei romanzi per la collana Stile Libero di Einaudi, e il responsabile della collana, Paolo Repetti. E proprio Repetti ha voluto bonariamente smentire la protagonista: "Non sono d'accordo con Salma, secondo me lei incarna benissimo Camilla Lopez anche se leggendone la descrizione del romanzo si pensa a un altro tipo di donna. Ma Salma Hayek è una grandissima attrice che riesce a calamitare l'attenzione su di sé e a far immediatamente immedesimare lo spettatore nella storia".

L'attrice di origine messicana ha voluto sottolineare come "il film è una sorta di triangolo in cui il terzo amante è la città di Los Angeles, perché sia Camilla che Arturo vogliono affermarsi in una città che per entrambi è lontana e inafferrabile. Io interpreto una messicana, lui un italiano. Io vorrei sposarmi con un barista americano e lui non vuole impegnarsi con me perché da immigrato sogna anche lui lo sterotipo della donna americana".

A Salma Hayek, infine, è stato chiesto del suo impegno come regista dell'ultimo video di Prince ("Non ho voluto essere pagata, così avrebbe fatto quello che volevo io, ed è avvenuto") e dei prossimi ruoli con Robert Altman: "So solo che mi vuole in due film ma non mi ha ancora detto nulla. Spero solo che i progetti si concretizzino".

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