|
john-fante.com » recensioni » 8 agosto 2007
La macchina di Fante a Pescarail Centro
Cultura & Società 8 agosto 2007
L’autore la usò per scrivere «La Confraternita del Chianti»
di Giuliano Di Tanna
La macchina da scrivere su cui John Fante scrisse per l’ultima volta un romanzo («The Brotherhood of the Grape») prima di diventare cieco sarà ospitata dal MediaMuseum di Pescara dal prossimo 14 agosto. Sarà il figlio Dan a portarla dagli Stati Uniti.
Dan Fante, anch’egli scrittore, aveva promesso al patron dei premi Flaiano, Edoardo Tiboni, lo scorso anno, il regalo. Nel giugno 2006 fu ospite della struttura di piazza Alessandrini di Pescara durante un incontro in cui venne proiettato il film che Robert Towne ha tratto dal capolavoro del papà, «Ask the dust», con Colin Farrell e Salma Hayek. Alla prima occasione di un suo ritorno in Italia il figlio dell’autore di «Aspetta primavera, Bandini» ha mantenuto la promessa. Martedì prossimo, 14 agosto, alle 18,30, la macchina da scrivere sarà consegnata al MediaMuseum di Pescara nel corso di un incontro organizzato da Valeria De Cecco, direttore editoriale della rivista Abruzzo Italia.
Saranno presenti Dan Fante, Edoardo Tiboni, patron dei premi Flaiano e presidente del MediaMuseum, e Paolo Di Vincenzo, giornalista del Centro, amico personale di Dan Fante e profondo conoscitore dell’opera dei Fante. Durante l’incontro con Dan Fante sarà proiettato anche un estratto della videointervista realizzata, lo scorso anno, per la rivista Abruzzo Italia. La macchina da scrivere è una Olympia degli anni Sessanta ed è molto importante nei memorabilia del grande scrittore di origini abruzzesi in quanto tutto ciò che in seguito porta la sua firma venne in realtà dettato alla moglie. La vista, a causa del diabete, andò progressivamente diminuendo fino a che, negli ultimi anni, Fante diventò cieco. Fante nacque a Denver in Colorado l’8 aprile 1909 e morì a Los Angeles l’8 maggio 1983. «The Brotherhood of the Grape » (tradotto in Italia prima da Leonardo nel 1990 e poi da Marcos y Marcos nel 1995 con il titolo «La Confraternita del Chianti » e poi nel 2004 da Einaudi con il titolo forse più corretto «La Confraternita dell’uva») è un libro fondamentale nell’opera dello scrittore il cui padre, Nicola (Nick), lasciò Torricella Peligna nel 1901. «La Confraternita » è importante innanzitutto perché segna il ritorno alla letteratura dopo venti anni di lavoro come sceneggiatore nelle major di Hollywood. Attività che Fante odiava ma che gli dava da vivere. Il libro. Nel libro uno scrittore di successo (l’alter ego Henry Molise) scrive di un padre, Nick muratore «Casanova», che ovviamente richiama molto il vero padre, Nicola-Nick. John Fante «all’inizio affermò che il romanzo lo annoiava, che lo scriveva solo per soldi», spiega Stephen Cooper nella biografia «Full of life» (edita in Italia da Marcos y Marcos), «addentrandosi nella commedia della famiglia Molise, gli si affezionò sempre più, definendola una “storia sulla figura di mio padre”. Successivamente sarebbe stato il suo romanzo preferito, e confessò che mentre scriveva spesso si era commosso fino alle lacrime. (E’) un romanzo in cui abbondano il bere, le risse, i pianti e il sesso, per non parlare di pietanze e ricette descritte nel dettaglio, più che in tutti i suoi lavori precedenti messi insieme ». L’incontro con Towne. «The Brotherhood of the Grape» segna il momento dell’incontro con Robert Towne (lo sceneggiatore di «Chinatown») e tramite questi con tutto il clan Coppola. Nel marzo 1975, spiega ancora Cooper nella biografia, Robert Towne «acquistò un- ’opzione per i diritti cinematografici per 1.500 dollari. Towne segnalò Fante all’attenzione di Francis Ford Coppola che concordò con lui: “La Confraternita del Chianti” sarebbe stato un gran film. Prima però Coppola avrebbe lanciato il romanzo pubblicandolo a puntate sul settimanale City. Con una prefazione di Towne, che paragonava Nick Molise alla non meno formidabile figura di Jehovah “entrambi uomini molto potenti che non si sarebbero fatti mettere i piedi in testa da nessuno” il romanzo uscì in cinque numeri consecutivi tra luglio e agosto. Ancora una volta Fante era alla ribalta e le prospettive per il futuro erano decisamente allettanti. Era abbastanza ottimista riguardo alla possibilità di farne un film: dopotutto quei due erano quanto di meglio potesse mai sognarsi un vecchietto come lui, entrambi vincitori di Oscar per film che ammirava, “Chinatown” di Towne e “Il padrino” di Coppola. Fante era famoso in famiglia perché se ne andava durante i film che lo annoiavano e, come i sermoni domenicali, la gran parte dei film lo annoiavano: con il figlio Dan era andato a vedere “La conversazione” di Coppola ed era rimasto fino alla fine». Robert De Niro protagonista. «Nel gennaio 1977, Francis Ford Coppola», prosegue Cooper nella biografia, «invitò i coniugi Fante a San Francisco per una cena in onore di John. Era malato da tempo ma sapeva che Coppola non si sarebbe trattenuto a lungo: era impegnato nelle Filippine, dove combatteva contro gli elementi per realizzare “Apocalypse Now”. Fante accettò l’invito nella speranza di poter carpire i piani di Coppola a proposito della “Confraternita” e così i coniugi volarono a San Francisco. Furono portati in un teatro del centro dove, mentre aspettavano, ascoltarono il padre, il compositore Carmine Coppola, esibirsi nella “Bohéme” di Puccini. Più tardi, nella sontuosa villa vittoriana di 22 stanze a Pacific Heights, John e Joyce presero parte a una cena luculliana e ad animate conversazioni su Joseph P. Alioto, sindaco di San Francisco, dopodiché, a sorpresa, venne proiettato il suo film “Full of life” (Piena di vita). (...) Nella speranza di spuntare qualche informazione (Fante) telefonò al suo vicino Martin Sheen, impegnato sul set di “Apocalypse Now” (...) Sheen aveva amato la Confraternita, specialmente il modo di trattare il rapporto tra padre e figlio e lo incoraggiò a sostenere la candidatura di Alan Arkin per la parte di Henry J. Molise, anche se probabilmente Coppola aveva in mente Robert De Niro. (A fine gennaio) la Confraternita del Chianti era finalmente stampato, era il suo primo libro dopo 25 anni». Il film, però, non è mai stato realizzato. Dan Fante in Italia da oggi. Dan Fante sarà da oggi in Italia. Arriva a Livorno dove sabato prossimo prenderà parte a un reading musicale con il gruppo degli Hollowblue di Gianluca Sorace. Il gruppo toscano ha messo in musica un suo testo. |
john fante: dan fante: altre risorse: |