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L’ultima Olympia di Fanteil Centro
Cultura & Società 14 agosto 2007
Oggi Dan il figlio dello scrittore la donerà al Mediamuseum
Una Olympia degli anni '60 con cui scrisse per l'ultima volta un romanzo prima di diventare cieco. Da oggi la macchina da scrivere di John Fante sarà ospitata a Pescara.
Sarà il figlio dello scrittore originario di Torricella Peligna, Dan Fante, a portarla al MediaMuseum di Pescara tenendo fede così alla promessa fatta a Edoardo Tiboni lo scorso anno.
John Fante con la sua Olympia scrisse per l'ultima volta un romanzo, The Brotherhood of the Grape. Dan Fante, anch'egli scrittore, aveva promesso al patron dei premi Flaiano, Edoardo Tiboni, lo scorso anno, il regalo. Oggi alle 18.30, la macchina da scrivere sarà consegnata al MediaMuseum di Pescara nel corso di un incontro organizzato da Valeria De Cecco, direttore editoriale della rivista Abruzzo Italia. Saranno presenti Dan Fante, Edoardo Tiboni, patron dei premi Flaiano e presidente del MediaMuseum, e Paolo Di Vincenzo, giornalista del Centro, amico personale di Dan Fante e profondo conoscitore dell'opera dei Fante. Durante l'incontro con Dan Fante sarà proiettato anche un estratto della videointervista realizzata, lo scorso anno, per la rivista Abruzzo Italia. Dan Fante, in Italia dall'8 agosto, domenica 12 è stato a Livorno per un reading musicale con il gruppo Hollowblue di Gianluca Sorace che ha messo in musica un suo testo.
La macchina da scrivere è una Olympia degli anni Sessanta ed è molto importante nei memorabilia del grande scrittore di origini abruzzesi in quanto tutto ciò che in seguito porta la sua firma venne in realtà dettato alla moglie. La vista, a causa del diabete, andò progressivamente diminuendo fino a che, negli ultimi anni, Fante diventò cieco. Fante nacque a Denver in Colorado l'8 aprile 1909 e morì a Los Angeles l'8 maggio 1983. The Brotherhood of the Grape (tradotto in Italia prima da Leonardo nel 1990 e poi da Marcos y Marcos nel 1995 con il titolo La Confraternita del Chianti e poi nel 2004 da Einaudi con il titolo forse più corretto «La Confraternita dell'uva ») è un libro fondamentale nell'opera dello scrittore il cui padre, Nicola (Nick), lasciè Torricella Peligna nel 1901. La Confraternita è importante innanzitutto perché segna il ritorno alla letteratura dopo venti anni di lavoro come sceneggiatore nelle major di Hollywood. Attività che Fante odiava ma che gli dava da vivere. Nel libro uno scrittore di successo (l'alter ego Henry Molise) scrive di un padre, Nick muratore «Casanova», che ovviamente richiama molto il vero padre, Nicola-Nick. John Fante «all'inizio affermò che il romanzo lo annoiava, che lo scriveva solo per soldi», spiega Stephen Cooper nella biografia Full of life (edita in Italia da Marcos y Marcos), «addentrandosi nella commedia della famiglia Molise, gli si affezionò sempre più, definendola una «storia sulla figura di mio padre». Successivamente sarebbe stato il suo romanzo preferito, e confessò che mentre scriveva spesso si era commosso fino alle lacrime. È un romanzo in cui abbondano il bere, le risse, i pianti e il sesso, per non parlare di pietanze e ricette descritte nel dettaglio, più che in tutti i suoi lavori precedenti messi insieme». The Brotherhood of the Grape segna il momento dell'incontro con Robert Towne (lo sceneggiatore di Chinatown) e tramite questi con tutto il clan Coppola. Nel marzo 1975, spiega ancora Cooper nella biografia, Robert Towne «acquistò un'opzione per i diritti cinematografici per 1500 dollari. Towne segnalò Fante all'attenzione di Francis Ford Coppola che concordò con lui: La Confraternita del Chianti sarebbe stato un gran film. Prima però Coppola avrebbe lanciato il romanzo pubblicandolo a puntate sul settimanale City. Con una prefazione di Towne, che paragonava Nick Molise alla non meno formidabile figura di Jehovah «entrambi uomini molto potenti che non si sarebbero fatti mettere i piedi in testa da nessuno» il romanzo uscì in cinque numeri consecutivi tra luglio e agosto. Ancora una volta Fante era alla ribalta e le prospettive per il futuro erano decisamente allettanti. Era abbastanza ottimista riguardo alla possibilità di farne un film però, non è mai stato realizzato. |
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